Da piccolo mi perdevo nei dettagli di un logo, nella copertina di un album, nel modo in cui un’immagine riusciva a dire più di mille parole. Crescendo ho capito che non è la grafica in sé ad attirarmi, ma l’effetto che può avere sulle persone. Non mi interessa “fare contenuti”, mi interessa dare un senso alle cose che un brand comunica. Vedo un brand come qualcosa di vivo, non come una vetrina da riempire di post a caso. Ed è proprio questo che mi spinge: aiutare aziende e progetti a trovare la loro voce, invece di copiarne un’altra.